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I poteri di controllo del giudice sulla fattibilità del piano concordatario

I poteri di controllo del giudice sulla fattibilità del piano concordatario - STUDIO LEGALE DI STEFANO

Il giudice è tenuto a una verifica diretta del presupposto di fattibilità del piano per poter ammettere il debitore al concordato preventivo.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - STUDIO LEGALE DI STEFANO

E' legittimo licenziare il lavoratore per favorire l'incremento del profitto aziendale

Il danno patrimoniale futuro da invalidità permanente nei sinistri stradali

Il danno patrimoniale futuro da invalidità permanente nei sinistri stradali - STUDIO LEGALE DI STEFANO

In caso di sinistro stradale il danno patrimoniale da riduzione della capacità lavorativa specifica deve essere sempre provato dal danneggiato.

Il pericolo delle scale bagnate nel condominio

Il pericolo delle scale bagnate nel condominio - STUDIO LEGALE DI STEFANO

Il condominio, in qualità di custode dei beni condominiali, è tenuto a risarcire i danni patiti dal soggetto che scivola sulle scale bagnate.

 

Il danno non patrimoniale patito dai familiari non conviventi

Il danno non patrimoniale patito dai familiari non conviventi - STUDIO LEGALE DI STEFANO

Non è necessario lo stato di convivenza per il risarcimento del danno non patrimoniale ai parenti estranei al ristretto nucleo familiare della vittima deceduta.

Condominio e attribuzione della proprietà esclusiva di un bene

Condominio e attribuzione della proprietà esclusiva di un bene - STUDIO LEGALE DI STEFANO

La proprietà esclusiva di un bene che dovrebbe rientrare fra i beni comuni del condominio deve risultare in modo chiaro dall'atto di compravendita.

Nullità del contratto di vitalizio

Nullità del contratto di vitalizio - STUDIO LEGALE DI STEFANO

La rendita vitalizia è nulla se il vitaliziato è molto anziano, o gravemente malato, ovvero prossimo al decesso al momento della stipulazione del contratto.

Contratto autonomo di garanzia e garanzia fideiussoria

Contratto autonomo di garanzia e garanzia fideiussoria - STUDIO LEGALE DI STEFANO

La presenza di una clausola di pagamento a prima richiesta in un contratto di garanzia deve orientare l’interprete a qualificare il rapporto contrattuale come contratto autonomo di garanzia

Danni da nascita indesiderata per omessa sterilizzazione

Danni da nascita indesiderata per omessa sterilizzazione - STUDIO LEGALE DI STEFANO

La struttura sanitaria può essere ritenuta responsabile dei danni patiti dalla paziente per effetto di una nascita indesiderata

Prescrizione dell'azione di responsabilità contro gli amministratori

Prescrizione dell'azione di responsabilità contro gli amministratori - STUDIO LEGALE DI STEFANO

La Corte di Cassazione torna ad esaminare la natura e i presupposti delle azioni di responsabilità contro gli amministratori di società fallita promosse dal curatore fallimentare.

Infiltrazioni provenienti dal lastrico solare

Infiltrazioni provenienti dal lastrico solare - STUDIO LEGALE DI STEFANO

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ritornano ad esaminare la problematica dei danni prodotti nell’immobile sottostante dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal lastrico solare in uso esclusivo di un condomino.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Obbligo di repechage

In materia di illegittimo licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l'allegazione e la prova dell'impossibilità del repechage del lavoratore licenziato, quale requisito del giustificato motivo di licenziamento.

Si deve, pertanto, escludere un onere di allegazione al riguardo a carico del lavoratore, essendo peraltro contraria agli ordinari principi processuali una divaricazione tra i due suddetti oneri, entrambi posti a carico del datore di lavoro (Cass. civ. n. 5592/2016).

L'illegittimo licenziamento del lavoratore da parte del curatore fallimentare

Secondo il conoslidato orientamento della giurisprudenza di legittimità il diritto del lavoratore alla retribuzione non spetta nei periodi compresi fra la data di sospensione del'attività produttiva e la data di dichiarazione del fallimento del datore di lavoro e fra quest'ultima e la definitiva manifestazione del curatore falimentare di sciogliersi dal rapporto di lavoro.

In questi periodi, infatti, pur essendo formalmente in essere il rapporto, manca la prestazione lavorativa.

Tale principio, tuttavia, non trova applicazione nei casi di illegittima interruzione del rapporto di lavoro, nei quali l'obbligo retributivo è riconducibile agli effetti risarcitori conseguenti alla condotta inadempiente del datore di lavoro che abbia illegittimamente licenziato il lavoratore.

In questi casi, il lavoratore non ha dirtto soltanto all'accertamento della illegittimità del licenziamento, ma anche, nonostante la mancanza di ogni prestazione lavorativa, al risarcimento del danno commisurato alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello della effettiva reintegrazione.

Consegue l'ammissione al passivo fallimentare delle spettanze retributive a titolo risarcitorio maturate dal lavoratore a seguito del licenziamento dichiarato illegittimo (Corte d'Appello Napoli n. 4085/2015).

Decreto ingiuntivo e opposizione del condomino al credito del condominio

Il condomino moroso può opporsi al decreto ingiuntivo emesso in favore del condominio per il pagamento dei contributi condominiali soltanto se  ha impugnato la delibera di approvazione e di ripartizione delle spese entro il termine perentorio di 30 giorni.

Questo principio vale per le delibere condominiali annullabili, soggette al predetto termine di decadenza, al fine di evitare che il condomino possa usufruire di una inammissibile rimessione in termini per l'impugnazione della delibera.

Tale principio, invece, non è applicabile quando la delibera è affetta dal ben più radicale vizio della nullità.

Le delibere nulle, infatti, non sono soggette a termini perentori di impugnazione e il giudice può rilevarne d'ufficio la nullità.

Pertanto, in caso di nullità della delibera, il condomino potrà poporre opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso in favore del condominio anche se non ha impugnato la delibera condominiale (Cass. civ. n. 305/2016).

La forma del contratto di locazione ad uso abitativo

Il contratto di locazione adibito ad uso abitativo deve essere stipulato in forma scritta.

Il requisito della forma scritta del contratto di locazione è previsto per dare certezza a rapporti giuridici che hanno per oggetto un importante bene della vita e soprattutto per assicurare pubblicità e trasparenza al mercato delle locazioni al fine di contrastare l'evasione fiscale.

In difetto di forma scritta, il contratto è nullo.

La nullità è assoluta e rilevabile d'ufficio, stante la prevalente finalità pubblicistica sottesa alla prescrizione normativa della forma scritta, ad eccezione dell'ipotesi in cui la forma verbale sia stata imposta dal locatore.

In quest'ultimo caso, ai sensi dell'art. 13, comma 5, L. n. 431/1998, la nullità del contratto per difetto di forma è rilevabile soltanto dal conduttore, trattandosi di una invalidità di protezione della parte più debole del contratto (Cass. civ. SS. UU. n. 18214/2015).

Il risarcimento del danno derivante da perdita della vita

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha recentemente risolto un contrasto giurisprudenziale in materia di risarcibilità iure hereditatis del danno derivante da perdita della vita verificatasi immediatamente o a brevissima distanza di tempo dalle lesioni conseguenti ad un sinistro stradale.

Il contrasto era insorto a seguito della pubblicazione della sentenza n. 1361/2014 che, in difformità rispetto all'orientamento tradizionale della giurisprduenza di legittimità, aveva riconosciuto la risarcibilità agli eredi del danno derivante dalla perdita della vita del loro congiunto.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, invece, hanno ritenuto di dare conituità all'orientamento tradizionale.

E' stato, infatti, ribadito, che  in caso di morte immediata della persona offesa, non può essere invocato da parte dei suoi eredi un diritto al risarcimento del danno iure successionis per la perdita della vita.

La principale argomentazione del giudice di legittimità consiste nella considerazione che nell'attuale sistema della responsabilità civile, in cui è preminente la funzione riparatoria, assume un ruolo centrale l'elemento oggettivo del danno, inteso quale  perdita conseguente alla lesione della situazione giuridica soggettiva tutelata dall'ordinamento giuridico.

Nel caso di morte immediata, pertanto, non è configurabile un diritto al risarcimento del danno iure hereditatis in quanto, quando la persona offesa è ancora in vita, non sussite un pregiudizio risarcibile, mentre quanto è deceduta, e quindi si è verificato il danno evento consistente nella perdita della vita, viene a mancare il soggetto giuridico che possa subire quella perdita ed acquisire il conseguente diritto al risarcimento del danno trasferibile agli eredi (Cass. civ. SS.UU. 15350/2015).